Il nostro SEMPLICE accedere all'ambiente viene interrotto dal bisogno di un commento favorevole o di un'interpretazione da parte dell'autorità riconosciuta. Abbiamo paura di non essere approvati, o accettiamo acriticamente il commento e l'interpretazione esterni. In una cultura in cui l'approvazione/disapprovazione è diventata il regolatore dominante dei nostri sforzi e delle nostre opinioni, e spesso il sostituto dell'amore , le nostre libertà personali vengono dissipate.
Abbandonati ai capricci degli altri, dobbiamo vagare quotidianamente tra il desiderio di essere amati e la paura del rifiuto, prima di poter essere produttivi. Categorizzati in "buoni" o "cattivi" fin dalla nascita (un neonato "buono" non piange troppo) , restiamo talmente intrappolati nella goffa andatura legata all'approvazione/disapprovazione , che sotto il profilo creativo siamo PARALIZZATI. Vediamo con gli occhi degli altri e annusiamo coi nasi degli altri.
Dover quindi guardare agli altri per dire a noi stessi dove siamo, chi siamo e cosa sta succedendo , porta ad una severa (quasi totale) perdita dell'esperienza individuale. Perdiamo la capacità di essere coinvolti organicamente in un problema e funzioniamo in modo sconnesso usando solo alcune parti del nostro io totale. Non conosciamo la nostra stessa sostanza, e nel tentativo di vivere (o evitare di vivere) attraverso gli occhi degli altri , l'identità personale è oscurata, i nostri corpi si deformano, la grazia naturale se ne va e l'apprendimento è pregiudicato. Tanto l'individuo quanto la forma d'arte sono distorti e deprivati, e perdiamo la capacità intuitiva.
Cercando di salvarci dagli attacchi esterni, costruiamo una poderosa fortezza e siamo timidi , o dobbiamo lottare ogni volta che ci avventuriamo più in là. Nella lotta con l'approvazione/disapprovazione certi sviluppano l'egocentrismo e l'esibizionismo , ; altri rinunciano e tirano avanti. Altri ancora bussano per sempre alle finestre , facendo tintinnare i loro campanellini , gemendo "Chi sono?". In tutti i casi il contatto con l'ambiente è distorto. La scoperta di sè e altre caratteristiche ed altre caratteristicheesplorative tendono ad atrofizzarsi. Cercare di essere "buoni" ed eveitare di essere "cattivi" , o essere "cattivi" perchè non si riesce ad essere "buobni", diventa un modo di vita per chi ha bisogno di approvazione/disapprovazione dall'autorità - e l'investigazione e la risoluzione dei problemi diventa di secondaria importanza.
Viola Spolin
