PARALISI (Viola Spolin)

Per parlare di tutti gli aspetti di questa meravigliosa arte, antica come l'uomo

PARALISI (Viola Spolin)

Messaggiodi Fra » mer apr 14, 2010 10:48 am

Il nostro SEMPLICE accedere all'ambiente viene interrotto dal bisogno di un commento favorevole o di un'interpretazione da parte dell'autorità riconosciuta. Abbiamo paura di non essere approvati, o accettiamo acriticamente il commento e l'interpretazione esterni. In una cultura in cui l'approvazione/disapprovazione è diventata il regolatore dominante dei nostri sforzi e delle nostre opinioni, e spesso il sostituto dell'amore , le nostre libertà personali vengono dissipate.
Abbandonati ai capricci degli altri, dobbiamo vagare quotidianamente tra il desiderio di essere amati e la paura del rifiuto, prima di poter essere produttivi. Categorizzati in "buoni" o "cattivi" fin dalla nascita (un neonato "buono" non piange troppo) , restiamo talmente intrappolati nella goffa andatura legata all'approvazione/disapprovazione , che sotto il profilo creativo siamo PARALIZZATI. Vediamo con gli occhi degli altri e annusiamo coi nasi degli altri.
Dover quindi guardare agli altri per dire a noi stessi dove siamo, chi siamo e cosa sta succedendo , porta ad una severa (quasi totale) perdita dell'esperienza individuale. Perdiamo la capacità di essere coinvolti organicamente in un problema e funzioniamo in modo sconnesso usando solo alcune parti del nostro io totale. Non conosciamo la nostra stessa sostanza, e nel tentativo di vivere (o evitare di vivere) attraverso gli occhi degli altri , l'identità personale è oscurata, i nostri corpi si deformano, la grazia naturale se ne va e l'apprendimento è pregiudicato. Tanto l'individuo quanto la forma d'arte sono distorti e deprivati, e perdiamo la capacità intuitiva.
Cercando di salvarci dagli attacchi esterni, costruiamo una poderosa fortezza e siamo timidi , o dobbiamo lottare ogni volta che ci avventuriamo più in là. Nella lotta con l'approvazione/disapprovazione certi sviluppano l'egocentrismo e l'esibizionismo , ; altri rinunciano e tirano avanti. Altri ancora bussano per sempre alle finestre , facendo tintinnare i loro campanellini , gemendo "Chi sono?". In tutti i casi il contatto con l'ambiente è distorto. La scoperta di sè e altre caratteristiche ed altre caratteristicheesplorative tendono ad atrofizzarsi. Cercare di essere "buoni" ed eveitare di essere "cattivi" , o essere "cattivi" perchè non si riesce ad essere "buobni", diventa un modo di vita per chi ha bisogno di approvazione/disapprovazione dall'autorità - e l'investigazione e la risoluzione dei problemi diventa di secondaria importanza.

Viola Spolin
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Re: PARALISI (Viola Spolin)

Messaggiodi Filippo » gio apr 15, 2010 3:47 pm

Grazie Fra per il contributo; conosco Viola Spolin tramite alcuni suoi esercizi teatrali (c'è in commercio un suo libro presso Dino Audino Editore) e so che in America è conosciuta come una delle pioniere della formazione teatrale. Trovo molto interessanti le sue parole che hai pubblicato; inquadrano molto bene una situazione a cui tutti siamo soggetti; in modo più intenso coloro che fanno teatro e tra questi, ancora di più man mano che si va dagli amatori ai professionisti.

Per fare teatro, bisogna aprirsi e dare tutto, diceva Strehler. Come ci si può sentire se un dono simile, non solo viene rifiutato, ma anche criticato o disprezzato? Si soffre.. e paradossalmente proprio Strehler, a quanto mi hanno detto, metteva sovente una tale pressione durante le prove, da far soffrire e piangere i suoi attori. (forse uno dei prezzi da pagare per prendere parte alle sue meravigliose creazioni)

A volte il teatro, come la vita, può essere molto crudele; conosco persone che darebbero l'anima per andare in scena ma non riescono a farlo con successo. Al Theatre du Soleil di Parigi, Ariane Mnouchkine, una nostra "madrina", ci disse: "Sulla porta del mondo del teatro c'è scritto: "Non entrare in questo campo se hai paura di soffrire".

A distanza di anni, condivido in pieno. Ripeto, la situazione di accettazione/rifiuto vale nella vita di tutti i giorni ma nel teatro, raggiunge il suo estremo. Come uscirne? Posso dire innanzitutto che bisogna accettare i propri limiti (senza rassegnazione o compianto) ma come dei fatti. Questa è la vera umiltà che permette di alzare la sbarra poco per volta per andare oltre (fermo restando, che il talento e il dono, sono delle carature naturali che non si possono costruire).

In secondo luogo, lavorare in una situazione di fiducia e rispetto reciproco, alla presenza di un insegnante esperto e competente aiuta l'attore a sviluppare una calma e a trovare una serenità anche nell'errore (intrinseco a ogni apprendistato) e nell'incidente" (insito nelle arti performative). Queste però sono qualità che l'insegnante deve avere in prima persona per poterle trasmettere come una fiamma, da una candela all'altra. Non si può pretendere di bere acqua buona a valle se la fonte non è cristallina.

Le cose si complicano nell'ambito professionale dove il tempo è sempre poco, il Risultato diventa il fine ultimo e le complicazioni di carattere economico inaspriscono queste dinamiche personali (se non sono apprezzato -> non lavoro -> se non lavoro -> non mangio)

Il desiderio di essere apprezzati e la paura di essere rifiutati sono dinamiche intrinseche della "persona" umana, cioè della maschera e quindi non si possono superare finché si rimane attaccati alla maschera.
Dietro tutte le maschere c'è il Neutro calmo e figlio del momento presente, su cui i conflitti, le attrazioni e repulsioni appaiono e scompaiono.

Prendere consapevolezza di quelle derive, aiuta a far emergere quel fondo del mare su cui le onde superficiali non hanno presa.

Ma qui mi fermo perché il teatro, come tutte le arti, è una pratica e troppa teoria allontana l'Azione.

F.
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Re: PARALISI (Viola Spolin)

Messaggiodi Fra » gio apr 15, 2010 6:15 pm

Grazie Fil , risposta gradita , ricca di parole che mi sento di comprendere e condividere , compreso il fatto che il teatro è una pratica e troppa teoria allontana l'azione!

C'è però un solo passaggio che per completezza (del pensiero di Viola Spolin) ci tengo a evidenziare (sempre con le parole di Viola Spolin).

il passaggio è questo:
"fermo restando, che il talento e il dono, sono delle carature naturali che non si possono costruire"

Le parole di Viola Spolin queste :
<<Se l'ambiente lo permette , chiunque può imparare qualsiasi cosa scelga di imparare; e se l'individuo lo permette , l'ambiente gli insegnerà tutto ciò che ha da insegnargli. il "talento" o "la mancanza di talento" c'entrano poco. Dobbiamo riconsiderare ciò che si intende con "talento". E' del tutto possibile che ciò che venga chiamato comportamento talentuoso sia semplicemente una maggiore capacità individuale di fare esperienza. In questo caso si può suscitare il potenziale inespresso di una personalità accrescendo la capacità individuale di fare esperienza. Fare esperienza vuol dire penetrare nell'ambiente , coinvolgersi totalmente e organicamente in esso. il che significa coinvolgimento a tutti i livelli : intellettuale , fisico , intuitivo. Di questi tre livelli , l'intuitivo , che è quello vitale per la situazione di apprendimento , è il più trascurato. L'intuizione viene spesso considerata una dote o una forza mistica di cui usufruiscono solo le persone dotate. Eppure tutti noi abbiamo conosciuto momenti in cui la risposta "giusta" arriva o abbiamo fatto "esattamente la cosa giusta senza pensare". (...) L'intuitivo può reagire solo nell'immediato , adesso! (...) La recitazione può essere insegnata alla persona "media" come a quella di "talento" , se il processo dell'insegnamento è teso a rendere le tecniche teatrali talmente intuitive da diventare quelle personali degli allievi. Tutti possono recitare. tutti possono improvvisare. Chiunque lo VOGLIA può recitare in teatro e imparare a diventare "degno di stare in scena">>

io che non so mai come rispondere a chi mi dice "AH NO! IO NON POTREI MAI FARE TEATRO". In tal caso nulla di più vero che VOLERE E' POTERE.
e se vogliamo anche per rispondere a me stesso quando mi dico "AH NO , NON HO IL TALENTO PER FARE QUESTA COSA"

infine non è per sviolinare , ma devo riferire per la cronaca che tutte le attenzioni propositive oggetto di questo argomento ,quando ero alle Anime Antiche le ho sempre vissute.
Fra
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