Differenze e dubbi

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Differenze e dubbi

Messaggiodi VanniVibra » mar ago 25, 2009 4:30 pm

ciao a tutti, ho trovato questo forum dopo aver cercato un po' su internet. In realtà non è che si trovino molti forum sul teatro o forse ho cercato male...
comunque, sono qui per chiedere delucidazioni rigurdo ad alcuni termini ed argomenti che non riesco molto bene a distinguere, spero possiate aiutarmi.
qual'è la differenza tra scrittura scenica e scrittura drammaturgica?
cosa si intende esattamente per "testo teatrale"?
e infine una domanda che è più una richiesta pratica: sapete indicarmi se esistono in internet corsi anche brevi o trattati, libri, articoli, insomma un po' di tutto che abbiano come argomento la scrittura di un testo teatrale?
vi ringrazio per le future risposte
vv
VanniVibra
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Re: Differenze e dubbi

Messaggiodi Filippo » mer ago 26, 2009 11:12 am

Ciao Vannivibra!

Innanzitutto benvenuto sul forum del Teatro Anime Antiche! :-)

Riguardo alle tue domande, proverò a risponderti sulla base della mia esperienza, lasciando aperta la porta a chi vuole intervenire per arricchire o chiarire questo argomento interessante.

La differenza tra scrittura scenica e scrittura drammaturgica per me è questa; nel primo caso s'intende tutta la sequenza delle azioni teatrali (includendo luci, musiche, cambi di scena, interpretazione e azioni fisiche) che accadono sul palcoscenico dall'inizio alla fine di uno spettacolo. La scrittura drammaturgica invece riguarda nello specifico il testo scritto che viene fissato dalla carta da un autore al quale gli interpreti si attengono durante la replica.

Ci possono essere spettacoli esclusivamente di scrittura scenica, dove il testo non c'è, è ridotto all'essenziale oppure si trasforma sera dopo sera sulla base di un canovaccio (ad esempio la Commedia dell'Arte).

Nella creazione di un testo nuovo, può accadere che le due scritture si aiutino a darsi forma a vicenda; ad esempio quando noi abbiamo creato lo spettacolo il Figlio dell'Uomo, davo agli attori una situazione della storia su cui improvvisare e filmavo il loro lavoro. Una volta tornato a casa, provavo a scrivere un copione con le battute migliori che erano emerse durante l'improvvisazione e le integravo con quelle che sentivo giuste per la situazione che cercavamo di mettere in scena. Una volta fatto, davo il testo scritto agli attori e li invitavo a far rivivere la scena usando quelle parole specifiche, con la libertà ancora di improvvisare se lo sentivano necessario. Questo percorso scena-tavolino e tavolino-scena portava alla fine ad una scrittura drammaturgica e scenica che era il risultato di quella creazione collettiva. Ho tratto l'ispirazione per questo processo da Jean Claude Carrière, il drammaturgo che insieme a Peter Brook, portò in scena negli anni '80, una sintesi (di 8 ore!) del Mahabharata (il poema epico sacro dell'Induismo, lungo dieci volte la Bibbia): per arrivare ad un testo teatrale dal poema epico fece il percorso che ho descritto sopra.

Questa è per me, a sommi capi, la distinzione tra le due scritture. Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, ti rispondo con un altro messaggio sotto, così rifiati dopo tutte queste parole ;-)

Filippo
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