di Teatro Anime Antiche » gio apr 03, 2008 12:32 pm
DA "IL GIORNO" di SABATO 29 MARZO 2008
La "Signorina V" rivive la sua vita a metà nel monologo rosa di Benni
ALLO SPAZIO MIL- Piace e diverte l'interpretazione della giovane Enrica Barel -
di LUCA VIDO
DIVERTENTE, ironico, pungente come c'era da aspettarsi poiché porta la firma di tal Stefano Benni. E attuale, nonostante sia datato 1994, poiché indaga, con leggerezza ma con acume, in una terra senza tempo, i meandri della psiche umana, e di quella femminile in particolare. E' 'La misteriosa scomparsa di W', nato da un progetto di Sofia Pelczer e di Enrica Barel (che ne è l'interprete). Un monologo brillante che la giovane attrice padovana, diplomatasi alla Grassi, interpreta con grande padronanza vocale e gestuale. Un'ottima prova la sua, ottanta minuti a tutta voce, che riesce a modulare in toni che vanno dall'infanzia alla fanciullezza alla maturità, e a tutto corpo. Perché la sua è anche una prova attoriale di grande fisicità: salta, balla, cade e si rialza, si contorce, di gioia e di dolore, si traveste e percorre il palcoscenico seduta su di un minuscolo triciclo. Si scopre bimba, donna, amante, amica, ammalata...
Sì, perchè la 'signorina V' è stata dichiarata malata dalla società e imbottita di tranquillanti. Ma lei tranquilla non è, e dal palco ci racconta la 'sua' storia: dal parto ('sparata fra le braccia del primario, affascinante...'), all'amicizia, tra i banchi di scuola, con l'amica Wilma, al nonno (immaginario) Wilfredo, e al coniglietto Walter ('finito fra le zanne insanguinate di un mostro') all'amore per Wolmer, che in un anno le dedicava circa 27 dei 365 giorni a disposizione. Una vita 'segnata' da quelle 'W', ma anche dalla voglia di guarire, di capirsi e di scoprirsi, che la porta a rivivere la propria vita, alla ricerca della propria metà. E così la sua 'V' diviene la metà di 'W', e comincia il 'gioco', l'autoanalisi rievocativa di tutti i personaggi che hanno segnato la sua vita, e il cui nome inizia proprio con la 'W'. Un viaggio, ambientato nella cameretta della 'bambina V', con occhio deluso e tenace, ironico e arrabbiato, verso una realtà che non le corrisponde più. Un viaggio che la penna di Benni colora di mille sfaccettature, canzoni e poesie, ed erge ad atto d'accusa contro una realtà che invade le nostre vite negandoci libertà di pensiero e autenticità. Ed ecco la ribellione della 'signorina V' contro il giudizio della società in nome del diritto a essere se stessi. Sino all'incubo, al sogno, al mondo salvifico della propria, intoccabile, fantasia. Un viaggio che la brava Enrica Barel ci fa viaggiare fra risate e sorrisi, con intelligenza e capacità.
